Jardin des Plantes

Museo di storia naturale Parigi

Scrivi un commento per primo / di Carlo Galici / aggiornato: 2 novembre 2017

Il Museo di Storia Naturale di Parigi è un complesso museale di 12 siti in tutta la Francia, di cui 3 a Parigi (Jardin des Plantes, Musée de l’Homme e Parc Zoologique de Paris).

Il Jardin des Plantes è uno dei più grandi e più antichi al mondo: le sue origini salgono indietro nel tempo fino al 1635 quando un editto reale istituì il Jardin royal des plantes médicinales, tuttavia bisogna attendere l’editto del 1793 (in epoca rivoluzionaria) per averne il formale riconoscimento di Museo.

Nel 1934 viene aperto il Parc Zoologique de Paris, mentre nel 1938 il Musée de l’Homme (evoluzione del Musée d’Ethnographie du Trocadéro, fondato nel 1880 e facente parte del Museo dal 1928).

Oggi lavorano nel Museo circa 2000 persone, fra cui 500 scienziati; nel complesso, i 12 siti registrano circa 8 milioni di visitatori l’anno. Il Museo annovera circa 68 milioni di esemplari e 106 collezioni.

Le Jardin Des Plantes

È il più grande orto botanico della Francia, è stato fondato dal medico di Luigi XIII ed è aperto al pubblico dal 1640.

L’ingresso al Jardin avviene tramite le piazze di prospettiva, una serie di 5 grandi aiuole rettangolari che in primavera fino in autunno sono in fiore.

Il Jardin è composto da numerosi giardini:

  • alpino: circa 4000 mq di flora di bassa, media e alta quota francese e non, mantenuti in vita da dei microclimi appositamente creati dai giardinieri; fra i vari alberi, vi è anche il pistacchio su cui il botanico Sebastian Vaillant scoprì la differenziazione sessuale dei vegetali, nel 1718;
  • ecologico: fondato negli anni trenta, il giardino vuole mostrare la genuina biodiversità dell’Ile de France; oltre alla flora, troviamo anche fauna tipica della zona che viene qui per nutrirsi e riprodursi. Vista la fragilità dell’ambiente, sono consentite solo visite guidate;
  • le grandi serre: la più antica risale al 1714 e fu costruita per preservare una pianta di caffè donata a Luigi XIV; serre in vetro e metallo vennero costruite nel XX secolo, seguendo gli esempi degli inglesi: alcune erano scaldate a vapore, altre riflettevano lo stile deco del periodo. Recentemente sono state restaurate e il percorso proposto parte da quella che riproduce il clima pluviale, passa a quella del clima desertico e alle piante della Nuova Caledonia fino a concludersi nella serra dedicata alla nascita dei fiori;
  • orto: qui viene coltivata la frutta e verdura tipica dell’Ile de France, secondo criteri di sviluppo sostenibile;
  • di rosa e rocce: in questo giardino ci sono quasi 400 varietà di rose, declinate in ogni variante (Ferdinand Pichard, Baron Girod di Ain, Tabarly, pimpinellifolia, canina…) e presentate in ogni modalità (arbusti, singole, su archi, …); viene celebrata la delicatezza di questo fiore, resa ancora più evidente dalla presenza delle rocce della vicina esposizione di Mineralogia. Inutile dire che visitare questo giardino a maggio non ha paragoni;
  • delle peonie: dedicato al fiore considerato dell’amore e della bellezza nell’antica Cina, anche qui ci sono numerose rocce millenarie a far da cornice;
  • delle api e degli uccelli: è una zona di osservazione della vita di questi piccoli animali, con 340 arbusti e piante perenni che formano un microhabitat in cui convivono cardellini, cavallette, coleotteri,..

  • il labirinto: il protagonista di questo giardino è il Gazebo Buffon, uno dei più antichi stand in metallo, in origine composto da bronzo, rame, piombo e oro; qui, inoltre, possiamo ammirare l’Acer orientalis, portato nel 1702 dall’Asia, e il Taxus baccata (attenzione, è estremamente tossico) da cui sono state estratte sostanze per realizzare dei potenti prodotti anticancro negli anni Ottanta;
  • iris e piante perenni: il giardino è in stile olandese, isolato e molto rilassante, con circa 450 piante perenni e 150 varietà di iris;
  • di Stegosaurus: prende il nome dalla riproduzione del dinosauro stegosauro, vissuto 156 e 140 milioni anni fa.

Informazioni utili

Il Jardin ha diversi ingressi (7 rue Cuvier, 2 rue Buffon, 36 rue Geoffroy St Hilaire); è aperto tutto l’anno (tranne il giardino alpino, aperto dal 1° aprile al 31 ottobre), dalle 7,00 alle 20,30 in estate e dalle 8 alle 17,30 in inverno (ultimo ingresso, 15 minuti prima della chiusura). Percorsi e programmi di visita personalizzati per persone diversamente abili.

Musée de l’Homme

Musée de l'Homme
Musée de l’Homme

Ereditando la collezione del precedente Musée d’Ethnographie del Trocadéro, Paul Rivet fondò nel 1937 questo Museo, ad oggi uno dei più prestigiosi e autorevoli al mondo quando parliamo dell’essere umano, cioè di noi stessi, delle nostre origini e del nostro futuro, nelle più varie accezioni (antropologia biologia, preistoria ed etnologia).

Travolti da un turbine di stimoli, spesso ci dimentichiamo di pensare a noi, alla nostra natura. Il Musée de l’Homme ci da’ un’occasione al giorno d’oggi unica: farci conoscere meglio noi stessi. Un invito a cui sarà difficile declinare, soprattutto dopo che, finalmente, il museo ha riaperto i battenti: chiuso dal 2009 al 2015 per restauro, l’attesa si è finalmente conclusa e ora è possibile visitare il museo che, anche dal punto di vista architettonico, è stupefacente.

Luminoso e dagli spazi molto ampi, il Musée de l’Homme si compone di diversi ambienti:

  • Galerie de l’Homme
  • Il cuore del museo: su una superficie di 2500 mq, suddivisa in più di due piani, la galleria ci conduce alla scoperta delle domande che ci siamo sempre posti sulla nostra essenza umana. Per esempio, chi siamo davvero noi? Esseri fatti di carne e sangue? O esseri pensanti? Non è facile dare una risposta univoca e, nella sezione “Chi siamo” ce ne renderemo pienamente conto, riflettendo da una parte sull’unicità della nostra specie umana, e dall’altra constatando che, al di là delle potenzialità che abbiamo, la nostra specie è solo una fra le milioni presenti sul pianeta Terra.

    Forse, per poter dire con cognizione chi siamo dobbiamo guardarci alle spalle e chiederci chi siamo stati e come siamo arrivati a essere quelli che siamo oggi. “Da dove veniamo” è l’entusiasmante sezione della Galerie de l’Homme che ci permette di approfondire in maniera coinvolgente la storia dell’evoluzione dell’uomo: dai primi ominidi a oggi, cosa c’è stato in mezzo? Perché, fra le varie specie umane, è sopravvissuto solo l’Homo Sapiens? Dalla mera caccia, come siamo diventati delle popolazioni stabili? E come hanno fatto i primi uomini a lasciare la terra d’Africa e colonizzare il mondo?

    Ora che le cose sulla nostra identità iniziano a essere più chiare, facciamo un passo oltre e chiediamoci dove stiamo andando. Eccoci, quindi, ad affrontare in un’ottica di lungo periodo quelli che sono i problemi a cui la nostra attualità ci mette di fronte: come la globalizzazione influenzerà le nostre vite future (o meglio, quelle della nostra progenie)? Come possiamo sfamare una popolazione mondiale in continua crescita (siamo già in 7 milioni) con risorse sempre più scarse? Una sezione interessante e poliedrica, quella incentrata a dare una risposta alla domanda “dove stiamo andando”, che coinvolge gli aspetti non solo antropologici, ma anche culturali e morali con cui ogni giorno – più o meno direttamente – siamo chiamati a confrontarci.

    Impossibile, infine, non menzionare l’esposizione di pezzi fossili preistorici di valore inestimabile, come i fossili dell’uomo di Neanderthal e di Cro-Magnon, la statuetta paleolitica detta Venere di Lespugue. Le collezioni comprendono, inoltre, 63 mummie complete, 1000 scheletri completi, 18.000 teschi.

  • Balcon des Sciences
  • Architettonicamente spettacolare, il balcone delle scienze è un ambiente dove potrete, da una parte, meditare sui tanti quesiti che la visita alla Galerie des Hommes avrà sicuramente sollevato in voi e, dall’altra, assistere alle conferenze che si tengono al Museo, nonché saperne di più, tramite i pannelli multimediali installati, su come funziona il centro di ricerche del museo. Con un’apertura sull’atrio principale, sostare in questo ambiente sarà un vero piacere!

  • Spazio destinato alle esposizioni temporanee
  • Il genere umano è in continua evoluzione e, così, anche le mostre che il Musee de l’Homme organizza: da luglio a ottobre, diverse mostre temporanee saranno ospitate per proporci nuovi spunti sull’evoluzione della nostra specie, sotto ogni punto di vista, dall’impatto delle nostre attività sull’ambiente che ci circonda al razzismo, passando per gli stadi della vita sono infinite le cose che ci riguardano e che possiamo approfondire qui. Non è azzardato dire che visitare il Musée de l’Homme sarà ora una tappa obbligata in ogni nostro viaggio a Parigi!

  • Paul Rivet Atrium
  • Paul Rivet, etnologo francese morto nel 1958, fu l’ideatore di questo Museo la cui storia è quanto mai interessante. Volete conoscerla, senza annoiarvi? Il Paul Rivet Atrium fa al caso vostro: ampio, proprio come le vedute di Rivet, ospita 10 tappe significative che hanno segnato la vita di questa istituzione, partendo dalla resistenza francese (nelle cui fila Rivet militò nel corso della II guerra mondiale), tappa ospitata al piano interrato, per arrivare fino all’ultima, situata al piano 4°, dove viene dato il giusto omaggio a Yvonne Oddon, non una semplice bibliotecaria, ma una figura centrale nella storia del Museo, a cui è stata intitolata la biblioteca del Museo.

    A proposito, la biblioteca del Museo è una delle più fornite in materia di antropologia ed etnobiologia al mondo (per darvi un’idea, 30.000 volumi, 750 riviste di cui 130 ancora in pubblicazione, accesso a 150 database).

  • Germaine Tillion Research Center
  • Detto così, non sembrerebbe certo un posto adatto ai non addetti ai lavori. E, invece, questo centro di ricerca saprà sicuramente colpirvi: in un ambiente confortevole e studiato anche per bambini, ci sono numerosi device da cui accedere alle risorse multimediali del centro per conoscere meglio e approfondire le tematiche di ricerca del Museo. L’antropologia non è una scienza noiosa e dove, se non qui, potrete averne la dimostrazione?

    Infine, il Museo è dotato di un auditorium (Jean Rouch Auditorium) per conferenze e incontri scientifici.

Orario di apertura

Aperto tutti i giorni, tranne il martedì, 1° maggio e 25 dicembre, dalle 10 alle 18. Il Mercoledì chiusura posticipata alle 21.

Parc Zoologique de Paris

Parc zoologique de Paris
Lo zoo di Vincennes, come anche è conosciuto questo sito, è stato riaperto al pubblico il 12 aprile 2014, dopo 27 mesi di lavori di ristrutturazione.

Conta circa 1.000 animali di 170 specie diverse (di cui 42 di mammiferi, 74 di uccelli, 21 di rettili, 17 di anfibi E 16 di pesci).

Si presenta con cinque biozone, microclimi ricreati per favorire la sopravvivenza delle specie animali ospitate:

  • pianura savana del Sahel- Sudan: con superficie di 4,5 ettari è la zona più grande dello Zoo. Possiamo osservare il leone africano, i fenicotteri rosa, le cicogne, il babbuino della Guinea, il kudu maggiore, la giraffa dell’Africa occidentale, la zebra di Grevy, il rinoceronte bianco e una voliera di 2000 mq;
  • foreste conifere d’Europa: gli animali qui presenti sono il perno, la lince europea, il lupo iberico, la lontra europea, il grifone, il rospo ostetrico, il camaleonte, il rospo delle Baleari, il ghiottone, la testuggine palustre europea, il gobione;
  • foresta pluviale della Guyana e del Rio delle Amazzoni: gli animali presenti sono il tapiro, l’araipama, l’ara giacinto, la scimmia lanosa bruna, l’anaconda verde, il giaguaro, taratole (Avicularia avicularia e terrestre), il tucano toco, il grande formichiere, il caimano, la tartaruga mata-mata, il piranha rosso, il lamantino dei Caraibi;
  • foresta pluviale e foresta tropicale secca del Madagascar: il boa del Madagascar, il camaleonte, la rana pomodoro, il sifaka coronato, il fossa, la mantella dorata, il lemure occidentale, il geco diurno del Madagascar, la testuggine raggiata;
  • coste rocciose, pampa e foresta andina della Patagonia: struzzo, lama, pinguini di Humboldt, pudu andino.

Info utili

Lo zoo si trova nel 12simo arrondissment, all’incrocio tra Avenue Road e Daumesnil Belt du Lac; è aperto tutto l’anno e segue il seguente orario:
– da metà marzo a metà ottobre: dalle 10 alle 18 nei giorni feriali e dalle 9.30 alle 19.30 durante il fine settimana, giorni festivi e vacanze scolastiche;
– da metà ottobre a metà marzo: dalle ore 10 alle ore 17

Per i turisti con disabilità sono previste visite e laboratori personalizzati.

All’interno ci sono ristoranti e aree picnic.

Mappa: cosa vedere nelle vicinanze

 

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